martedì 5 aprile 2022

Il Futuro è la NUTRIGENOMICA e la NUTRIGENETICA!

 





La nutrigenetica è la branca scientifica che si propone di indagare quanto il genotipo di un individuo possa influire sulla dieta; la nutrigenomica, invece, spiega come la dieta influenzi l'accensione o il silenziamento del messaggio genetico poichè i nutrienti, oltre che esplicare un effetto nutritivo, influenzano l'espressione di geni, la sintesi o la demolizione di proteine, attivando o inibendo vie metaboliche.

La nutrigenomica ha aperto una nuova frontiera ed ha creato un nuovo approccio scientifico, imperniato sulla prevenzione e sulla diagnosi genetica combinate insieme. Una corretta e mirata nutrizione unita alla conoscenza della individuale diversità genotipica ha chiarito non solo le linee guida per la prevenzione ad un vasto numero di patologie ma ha permesso lo sviluppo di nuove terapie sperimentali, coadiuvanti la cura ed il miglioramento di malattie complesse inoltre ha gettato le basi per portare avanti un'"alimentazione a misura di DNA".

Posso essere orgogliosa quindi, aderendo ai programmi IUNIC di Synlab , di offrire ai miei pazienti
strategie preventive per il benessere e piani alimentare realizzati in base ai vari profili genetici.








Sono presenti 4 piani strategici:

1) sequenziamento metagenomico mediante tecnica Next Generation Sequencing che permette uno studio approfondito sul microbioma intestinale. Questa tecnica fornisce la caratterizzazione e qualificazione dei geni funzionali che permettono di trarre informazioni sulle funzioni dei microrganismi presenti nel campione. Conoscere l'esatta composizione dei batteri, funghi e protisti che popolano l'intestino, permette un intervento mirato sia attraverso la nutrizione che con la somministrazioen di specifici probiotici

2) analisi volte all'individuazione di intolleranze o di componenti genetiche che portano a un’aumentata sensibilità nutrizionale, essenziale per contrastare i disturbi che compromettono la digestione e la salute gastro-enterica.

Aree analizzate:
Intolleranze alimentari
Predisposizone a Celichia
Sensibilità al glutine (gluten sensitivity)
Intolleranza genetica al lattosio
Sensibilità a caffeina, alcool, sale e nichel

3) analisi dei processi metabolici per conoscere le condizioni che favoriscono alterazioni del metabolismo e l’aumento di peso.

Aree indagate:
Sensibilità genetica alla dieta
Capacità metabolica
Metabolismo dell’insulina
Sensibilità genetica ai grassi
Metabolismo della Leptina
Colesterolo e profilo lipidico

4) analisi delle caratteristiche individuali che regolano i processi dell’invecchiamento.

Aree indagate:
Detossificazione
Metilazione del DNA e metabolismo dell'omocisteina
Inflammaging
Meccanismi di DNA Repair
Glicazione
Stress ossidativo




venerdì 18 febbraio 2022

Porri: proprietà, benefici e controindicazioni - con ricetta finale-

La pianta dei porri appartiene alla famiglia delle Amaryllidaceae che comprende anche cipolle, scalogni, erba cipollina e aglio.
Anche se assomigliano a un enorme cipollotto verde, hanno un sapore molto più delicato, tendente al dolce.

Proprietà nutrizionali dei porri

Dal punto di vista della composizione e dei valori nutrizionali, il porro è così configurato:

87,7% di acqua
3,8% di zuccheri
1,8% di fibra
1,5% di proteine
0,3 % di grassi
100 g di prodotto apportano soltanto 29 calorie

E' ricco di minerali: potassio, magnesio, selenio, fosforo, rame, ferro, sodio, calcio e manganese; e di vitamine: A, B1, B2, B3, B5, B6, B9, C, E, K e colina.
Inoltre presenta un ottimo contenuto in aminoacidi e antiossidanti, in particolare, betacarotene, luteina, zeaxantina.

Benefici

Rappresentando un'ottima fonte di antiossidanti, in particolare di polifenoli e composti derivati dallo zolfo, i porri aiutano a contrastare il danneggiamento cellulare e foriera di patologie quali il diabete e le malattie cardiache; riducono gli stati infiammatori, il colesterolo e la pressione sanguigna.
Sono un'importante fonte di acqua e fibre, per questo possono prevenire la fame nervosa o incontrollata, promuovere sensazioni di sazietà e aiutare a contenere l’appetito.
I porri vantano anche una vasta gamma di composti antitumorali, tra i quali l’allicina che l'insorgenza di carcinomi gastrici.
Queste verdure possono aiutare a migliorare la digestione fornendo fibra solubile con la quale nutrono i batteri buoni contenuti nell’intestino. A loro volta, tali batteri riducono le infiammazioni e favoriscono la salute dell’apparato digerente. Come avviene del resto nel caso di altri componenti della medesima famiglia: aglio e cipolle.

Controindicazioni ed effetti collaterali

Il porro non presenta particolari controindicazioni, tuttavia spesso vi possono essere delle tracce di nichel.
Alcuni soggetti hanno mostrato allergia verso questo alimento.
Si consiglia di prestare attenzione al consumo di porro quando si soffre di pressione bassa, poiché potrebbe andare a interferire e peggiorare ulteriormente questa condizione.
Nonostante i molteplici benefici, non è detto che possa essere mangiato senza problemi durante la gestazione. In gravidanza il consumo di questo alimento, come anche di cipolla, può provocare:
bruciore di stomaco e diarrea
cattiva digestione
problemi respiratori e allergici
rischio toxoplamosi quindi si consiglia di lavare bene questa verdura e poi consumare ben cotta

Stagionalità dei porri: quando comprarli e consumarli

Nonostante i porri si possano trovare comodamente in commercio tutto l’anno, va notato che il picco stagionale si ha in particolar modo tra i mesi di settembre e quello di aprile. Sicuramente se ne sconsiglia il consumo in estate a meno che non si sia assolutamente certi della provenienza e di come è stato coltivato.
Fondamentale è la corretta conservazione di questa verdura, che dovrebbe essere tenuta nel cassetto frutta e verdura del frigorifero all’interno di un sacchetto di plastica che ne offra una corretta protezione.
Se portati a casa dal mercato, ci si deve assicurare che siano puliti e soprattutto asciutti prima di chiuderli il frigo, onde evitare lo sviluppo di qualsiasi tipo di muffa.

CARBONARA VEGANA CON PORRI E ZUCCHINE (per 4 persone) 

320 g spaghetti integrali
150 ml crema di riso ( in alternativa latte di soia o di riso)
100 g di semi di girasole
50 g di semi di canapa
1-2 cucchiai di curuma in polvere
1 porro
2-3 zucchine
mandorle a lamelle q.b.
sale q.b.
olio EVO q.b.
pepe in grani q.b. (preferisco quello rosa perchè dal sapore più delicato) 

Scaldate in un pentolino la crema di riso e sciogliervi dentro la polvere di curcuma mescolando fino ad ottenere un colore omogeneo.
Con un mixer frullate insieme: tutti i semi, pepe e sale e poi uniteci la crema di riso con curcuma fino ad ottenere una consistenza liscia e cremosa.
Tagliate le zucchine a cubetti e il porro a rondelle, saltatele insieme in pentola con pochino di olio per circa 10' (devono mantenere un sapore croccante).
Cuocete la pasta al dente e scolatela nella pentola contenente le verdure, aggiungete la crema di riso precedentemente preparata e, sempre a fuoco spento, mescolate il tutto per amalgamarlo. Se il tutto risultasse troppo denso, è possibile aggiungere un paio di cucchiai di acqua di cottura della pasta.
Servire caldi con una spolverata di mandorle in scaglie.







giovedì 4 novembre 2021

AGRUMI UNA MEDICINA CONTRO L'INVERNO

 





Spieghiamo cosa è l'immunonutrizione

L’immunonutrizione è il risultato dell’integrazione tra i campi eterogenei dell’immunologia e della nutrizione; attualmente la definizione più corretta è data da O. Chow nel 2014 secondo cui: l'immunonutrizione impiega «l'utilizzo di specifici nutrienti nel tentativo di modulare il sistema immunitario, con l’obiettivo di ottenere benefici clinici nel trattamento di una condizione patologica».










E’ vero che possiamo rafforzare le nostre difese immunitarie anche a tavola?

Certamente, l’arrivo dell’autunno porta solitamente con sé variazioni climatiche e una riduzione dei cicli vitali della natura.
È, quindi, fondamentale per un organismo che desideri mantenersi in buona salute, prestare attenzione a piccoli accorgimenti, al fine di evitare l’insorgenza di fastidiosi disturbi legati a questo periodo dell’anno.
Adottare una corretta alimentazione, che contempli la stagionalità dei prodotti, rappresenta sicuramente un valido strumento da utilizzare al fine di affrontare con serenità l’arrivo dei vari cicli stagionali.
È utile cominciare a introdurre pietanze calde come minestroni o brodi vegetali che non solo riscaldano, ma apportano preziose vitamine in grado di potenziare il sistema immunitario; permettendoci di affrontare bene il successivo periodo invernale.
Ortaggi di stagione, legumi, erbe aromatiche, spezie e frutta secca, oltre agli agrumi ricchi di vitamina C, sono gli alimenti da privilegiare in questo periodo.


Che ruolo svolge la vitamina C nel rafforzamento delle difese immunitarie

Grazie alla sua marcata azione antiossidante, la vitamina C (nota anche come acido ascorbico) neutralizza i radicali liberi e le altre specie reattive dell’ossigeno (ROS) prodotte dal normale metabolismo energetico, ma soprattutto dalle cellule del sistema immunitario mentre combattono i microrganismi patogeni. In questo modo, la vitamina C evita i danni prodotti da queste molecole nocive. L’azione antiossidante della vitamina C è ulteriormente amplificata dalla sua capacità di rigenerare la vitamina E dalla sua forma ossidata, promuovendo in tal modo anche l'effetto antiossidante legato a questo secondo micronutriente essenziale.
In aggiunta, alcuni studi hanno dimostrato che la vitamina C stimola la funzionalità di alcune cellule del sistema immunitario, come neutrofili, macrofagi e linfociti.
Da non dimenticare infine che la vitamina C, intervenendo nella biosintesi del collagene, proteina strutturale di pelle e cartilagini, contribuisce all’integrità della pelle stessa, prima linea di difesa del nostro organismo, e favorisce la guarigione delle ferite.
Quindi è chiaro che l'alimentazione giochi un ruolo chiave nel mantenimento di difese immunitarie efficienti e che un apporto quotidiano adeguato di vitamine, sali minerali e composti dall’attività antiossidante è cruciale per permettere di mantenere il benessere dell’organismo e tutelarsi dall’aggressione di virus e batteri diffusi nell’ambiente, con i quali si può entrare in contatto ogni giorno.


Oltre alla vitamina C (di cui comunque sono ricchi anche altri vegetali, tra cui soprattutto ribes e kiwi), quali altre benefiche sostanze contengono gli agrumi?

Dal punto di vista botanico, gli agrumi vengono classificati come esperidi. Alcuni esempi di agrumi sono: mandarino, arancia, cedro, mandarancio, bergamotto, chinotto, pompelmo, pomelo, lime e limoni.
Dal punto di vista nutrizionale, i frutti degli agrumi appartengono al VII gruppo fondamentale degli alimenti. Sono ricchi di vitamina C e potassio, e il loro apporto energetico varia in base alla specie.
Gli agrumi sono stati i primi alimenti nella storia ad essere utilizzati come cibo “terapeutico”proprio per la sua alta concentrazione in vitamina C o acido ascorbico. Seppur poco presente negli agrumi la fibra insolubile, sono altresì ricchi in protopectina (fibra solubile nota come pectina), soprattutto limoni, arance, pompelmi e lime.
La pectina è un eteropolisaccaride contenuto nelle pareti cellulari delle piante, il nostro organismo non è in grado di assorbire ciò che rimane della pectina dopo la sua digestione. Ciò significa che la funzione di questa componente nutrizionale non è di tipo energetico-metabolico ma grazie alle sue capacità gelificanti, svolge funzioni quali:
Aumentare il senso di sazietà
Rallentare la digestione
Modulare l'assorbimento
Tende a ridurre la captazione del colesterolo
Regolarizzare la motilità intestinale
Esercita anche un'eccellente funzione prebiotica, nutrendo la flora batterica colica. Questo processo:
Seleziona i ceppi batterici, enfatizzando quelli benefici
Nutre le cellule dell'intestino
Contribuisce alla formazione di vitamine (ad esempio la K)
Incide positivamente sul sistema immunitario.
La pectina trova applicazione anche nell'industria alimentare. E' utilizzata come addensante naturale, che permette di ridurre la frazione di zuccheri semplici nelle marmellate e nelle gelatine.
E' giusto ricordare anche che gli agrumi apportano un'ottima quantità di potassio e acqua, fondamentali per il mantenimento dell'equilibrio idro-salino dell'organismo.





In caso di gastrite/reflusso come ci si deve comportare circa il consumo di agrumi e quali sono altri casi in cui il consumo è poco indicato

Purtroppo gli agrumi, a causa dell'elevata acidità possono contribuire ad irritare la mucosa gastrica accentuando la sintomatologia della gastrite e aggravando la sindrome da reflusso. In alcuni soggetti inoltre pare peggiorare la sindrome da colon irritabile, a testimonianza che l'acido ascorbico contenuto in questi virtuosi frutti non è adatto a tutti. Se invece si soffre d bruciore di stomaco occasionale allora non sussistono limitazioni per il consumo di agrumi, basterà avere l'accortezza di non consumarli a digiuno ma all'interno del pasto.
Il pompelmo interferisce con il metabolismo di alcuni farmaci calcio-antagonisti (molecole ipotensive). Nei soggetti che seguono particolari terapie sarà compito del curate informare l'assistito sulla necessità di evitare scrupolosamente il consumo di questo frutto.


Che differenza c’è dal punto di vista nutrizionale tra consumare i frutti freschi o le spremute/centrifugati e i succhi 100% senza zucchero aggiunto?

Nella frutta fresca, come nella verdura, assumiamo l’alimento per intero ovvero l'insieme di: vitamine, sali minerali, enzimi, co-enzimi, acqua, fibre, zuccheri ecc. ecc. che restano integri se consumati come tali o che subiscono modifiche a seconda di come li prepariamo.
Via libera quindi alle spremute di agrumi, ma per quanto riguarda centifugati o estratti la fibra si va perdendo. Inoltre se si esegue una titolazione dei vari prodotti per valutare la concentrazione di vitamina C, vediamo che in media questa tende a diminuire in misura variabile per estratti e centrifughe rispetto al frutto fresco.
Recentemente proprio la Sinu (la Società italiana di nutrizione umana) ha “promosso” i succhi ottenuti direttamente dalla frutta senza aggiunta di zuccheri (quelli indicati in etichetta come “succhi 100%”), in quanto forniscono significativi apporti di minerali, vitamine e fitonutrienti, in particolare potassio, acido folico, vitamina C ed altre sostanze ad azione antiossidante, in quantità in alcuni casi anche maggiori rispetto ai frutti da cui derivano. Dunque, non ci sono controindicazioni a un consumo moderato di succhi 100% a patto di tener conto del loro naturale contenuto di zuccheri che nel complesso non è da reputarsi banale.

giovedì 17 giugno 2021

Il latte vaccino fa bene o male?

Possibili benefici e controindicazioni
Il consumo di latte permette di assumere proteine di alta qualità, acidi grassi essenziali, calcio, zinco e oligosaccaridi dall'effetto probiotico. Inoltre il latte vaccino è una fonte di vitamine e minerali dall'attività antiossidante (vitamine A, C, E e selenio), necessari per il buon funzionamento del metabolismo (vitamine del gruppo B e zinco), alleati della salute cardiovascolare (potassio) e di quella di ossa e denti (calcio fosforo e magnesio).
All'interno del latte di vacca si trovano anche i cosiddetti "componenti funzionali", ovvero molecole che seppur presenti in piccole quantità svolgono azioni benefiche, contribuendo ad esempio a ridurre il rischio di ipertensione e di infiammazione e modulando l'attività del sistema immunitario.
Il consumo di latte di vacca non è indicato in caso di intolleranza al lattosio o di allergia al latte.

Quanti latticini si possono mangiare in un giorno
Si va da 1-3 porzioni giornaliere (125 milllitri) per latte e yogurt a 1-2 settimanali di formaggio fresco (100 grammi) o stagionato (50 grammi) alla settimana

Effetti della caseina sull'organismo
La caseina è una delle proteine del latte e fa parte della macro famiglia delle caseine: circa i tre quarti di tutte le proteine del latte appartengono a questa famiglia, con una leggera variabilità dovuta al tipo di latte e al fatto che sia vaccino, di capra, o di pecora.
La coagulazione della caseina è il processo innescato dall’aggiunta del caglio nel latte, che è alla base della produzione del formaggio. Con questo processo si forma un ammasso denso, ossia la cagliata, separato dalla parte liquida del latte, il siero. Ecco perché le caseine sono presenti in tutti i derivati del latte, ma la si trova in abbondanza soprattutto nei formaggi. Mentre esistono formaggi senza lattosio, non esistono formaggi senza caseina!
La caseina, così come gli altri gruppi di caseine, è una proteina molto stabile al calore quindi si denatura molto più difficilmente, è più stabile e resta compatta.
Talvolta si sente dire che la caseina faccia male o che addirittura abbia capacità cancerogeniche, ma attualmente gli studi fino ad ora eseguiti non hanno portato a queste evidenze scientifiche; sappiamo altresì che le proteine, o meglio, gli aminoacidi che compongono le proteine, sono i mattoni con cui il nostro organismo si costruisce. Non tutte le proteine sono uguali, solo quelle “nobili” ( fra cui la caseina) contengono tutti gli amminoacidi “essenziali” che il corpo deve necessariamente introdurre col cibo.




Effetti del calcio sull'orgamismo
Il calcio è uno degli elettroliti dell’organismo,minerali dotati di una carica elettrica quando disciolti in liquidi corporei come il sangue, anche se la maggior parte del calcio presente nell’organismo è priva di carica.
Circa il 99% del calcio nell’organismo è immagazzinato nelle ossa, ma il calcio si trova anche all’interno delle cellule (in particolare nelle cellule muscolari) e nel sangue. Il calcio è essenziale per i seguenti processi:
Formazione di ossa e denti
Contrazioni muscolari
Normale funzionamento di molti enzimi
Coagulazione del sangue
Ritmo cardiaco normale

Quali vitamine e minerali si trovano nel latte?
Il latte è un alimento molto ricco di sostanze nutrienti, fondamentali per la buona crescita del corpo e per la salute dell’organismo durante tutto il corso della vita.
100 grammi di latte di vacca intero pastorizzato apportano 64 calorie così ripartite:
21% proteine
51% lipidi
28% carboidrati
In particolare, in 100 grammi di latte di vacca intero pastorizzato si trovano:
87 g di acqua
3,3 g di proteine
3,6 g di lipidi, fra cui 2,11 g di grassi saturi, 1,1 g di grassi monoinsaturi e 0,12 g di grassi polinsaturi
11 mg di colesterolo
4,9 g di carboidrati disponibili
4,9 g di zuccheri solubili
Fra le vitamine e i minerali, 100 g di latte di vacca intero pastorizzato apportano:
1 mg di vitamina C
0,18 mg di riboflavina
0,1 mg di niacina
0,07 mg di vitamina E
0,04 mg di tiamina
37 µg di vitamina A (retinolo equivalenti)
150 mg di potassio
119 mg di calcio
93 mg di fosforo
50 mg di sodio
12 mg di magnesio
0,38 mg di zinco
0,1 mg di ferro
0,02 mg di rame
1,6 µg di selenio
Le vitamine A, D, E e K sono liposolubili quindi si sciolgono nei grassi: ciò significa che è importante consumare dei latticini che contengono grassi, anche se in bassa quantità, perché aiutano ad assimilare le vitamine e a veicolarle.
Le vitamine del gruppo B, l’acido folico e la vitamina C invece, sono idrosolubili, ossia si sciolgono in acqua. A differenza delle vitamine liposolubili, quelle idrosolubili non possono rimanere integre nel corpo per lunghi periodi, ad eccezione della vitamina B12 e si depositano a seconda degli enzimi e delle proteine di trasporto.
La vitamina A è molto importante per il corpo perché favorisce la crescita in età infantile e adolescenziale, protegge le mucose e difende dalle infezioni. Oltre che nel latte, è presente in alte quantità anche nel burro. Assieme ai Carotenoidi, promuove il differenziamento di epiteli, del tessuto nervoso scheletrico, e delle cellule immunitarie.
La vitamina D induce la sintesi delle proteine di trasporto del calcio, regola il metabolismo dei minerali nelle ossa e infine regola la proliferazione e il differenziamento dei diversi tipi cellulari (osteoclasti,cheratinociti,fibroblasti, linfociti).
La vitamina E invece agisce sul metabolismo del colesterolo e promuove la formazione dei globuli rossi.
Nel gruppo B le vitamine hanno tutte un ruolo diverso: la vitamina B1 aiuta il processo di scissione degli acidi grassi e zuccheri, la vitamina B2 permette il metabolismo di grassi, carboidrati, amminoacidi e purine e aiuta la sintesi dell’acido folico, la vitamina B6 è il cofattore di molti enzimi e rientra nel metabolismo degli amminoacidi e del glicogeno.
La vitamina PP invece è coinvoltta nel metabolismo di grassi,carboidrati,amminoacidi e sintesi dei grassi e steroidi

L’acido folico è contenuto in alte quantità negli yogurt fermentati, a seconda dei fermenti che vengono aggiunti al prodotto in fase di produzione, fino ad arrivare a una quantità pari a 142 µg/l.
La vitamina C è presente nel latte a basse concentrazioni (circa 10 mg/l).

Latte e latticini aumentano il rischio di cancro?
Il presunto legame tra latte e latticini e aumento del rischio oncologico si basa soprattutto sul contenuto di grassi saturi e calcio presenti in questi alimenti. Inoltre un elevato consumo di latte e derivati può aumentare i livelli di IGF-1 (insulin-like growth factor-I), una molecola che è risultata coinvolta nell’aumento, seppur moderato, del rischio di alcuni tumori.
In effetti, i ricercatori dello studio EPIC hanno osservato un aumento del rischio di tumore della prostata in chi consuma molto latte e latticini in quanto hanno presentato livelli di IGF-1 elevati.
Seppure queste osservazioni siano state correlate all'aumentato rischio di sviluppare cancro alla prostata,è stato messo in luce un legame di segno opposto con il tumore del colon-retto contro il quale latte, formaggio a basso contenuto di grasso, latticini e diete ricche di calcio avrebbero un effetto protettivo. Lo stesso che viene suggerito anche, ma con minor grado di certezza, per il tumore del seno nelle donne in menopausa.
Nel complesso, quindi, possiamo dire che il consumo di latte e latticini nelle quantità previste dalle linee guida (1-3 porzioni giornaliere da 125 milllitri per latte e yogurt e 1-2 settimanali da 100 grammi di formaggio fresco o 50 grammi di formaggio stagionato alla settimana) non ha effetti marcati sulla salute globale.



Il consumo eccessivo di latte e derivati comporta qualche rischio?
I dati disponibili non fanno pensare a un’associazione tra consumo di latte e derivati e aumento del rischio di tumore. Per quanto riguarda il tumore del colon-retto, sembra addirittura che sia vero il contrario, e che questi alimenti possano avere un effetto protettivo. non eccedere nel consumo, incorrendo in possibili effetti dannosi (per esempio perché si consumano troppi formaggi, ricchi di grassi e quindi potenzialmente negativi per il controllo del peso e la salute cardiovascolare).

fabbisogni di minerali nella donna nelle varie età




A seconda dell’età, gli apporti di vitamine e minerali variano, in termini quantitativi, a seconda delle diverse esigenze; le necessità nutrizionali possono infatti mutare anche fra persone della stessa età, in base al sesso, allo stile di vita attivo o meno, allo stato di salute e al grado di stress. In generale comunque, un’alimentazione sana, varia e ricca di frutta e verdura è essenziale per assicurare sempre tutti i nutrienti di cui si necessita.

Soprattutto per le donne, è fondamentale fornire nelle varie fasi della vita il corretto apporto di nutrienti, facendosi seguire da una figura professionale come il nutrizionista che è in grado di valutare la condizione del paziente nell’insieme e prescrivere una dieta sana e commisurata alle varie esigenze. Sarà poi il professionista a stabilire la necessità o meno di somministrare integratori che vadano a sopperire eventuali carenze di minerali o vitamine.


Minerali necessari a 30 anni
E' importante per una donna di 30 anni seguire il più possibile uno stile di vita equilibrato un'alimentazione sana e una minima attività fisica come una camminata di circa 60 minuti a giorni alterni. Fonte di vitamine importante per questo periodo di vita è il complesso ACE (vitamina A, C ed E) essenziali per prevenire le malattie cronico-degenerative tipiche della terza età. La vitamina A (o retinolo), è presente nei frutti o ortaggi di color arancione e nei formaggi; aiuta a mantenere in salute il sistema immunitario. La vitamina C contribuisce alla produzione di collagene e aiuta ad assimilare meglio il ferro. Questa, insieme al selenio, allo zinco e alla vitamina E, sostiene la protezione delle cellule, dallo stresso ossidativo. La vitamina E contribuisce al rinnovo cellulare e protegge dai danni legati alla presenza di radicali liberi; si trova nell’olio extravergine d’oliva e nei cereali integrali.
Vitamina molto importante che non deve mai mancare è la vitamina D, indispensabile per la buona salute delle ossa; oltre che la vitamina K (o naftochinone), utile per la corretta coagulazione del sangue, presente nei pomodori, negli spinaci, nelle cime di rapa, ma anche nel fegato. La vitamina K, per essere assimilata, dev’essere sintetizzata dalla flora intestinale, per questo è fondamentale che questa sia ben funzionante.
I tre minerali indispensabili in questo periodo della vita sono: magnesio, potassio, zinco e selenio. Magnesio e potassio contribuiscono alla normale funzione muscolare e al funzionamento del sistema nervoso, zinco e selenio, invece, contribuiscono al mantenimento cutaneo.
Non va poi dimenticato l’acido folico (vitamina B9), raccomandabile ad ogni età (non solo in età fertile) in quanto contribuisce ad abbassare i livelli di omocisteina, che se accumulata nel sangue può incrementare il rischio di malattie cardiovascolari e indebolire il tessuto osseo. L'acido folico si ritrova presente in agrumi, vegetali a foglia verde, fagioli, fegato, frattaglie e pomodori.
Ricordiamoci che fra i 30 e i 40 anni la donna è in piena età fertile quindi nel momento in si dovesse presentare una gravidanza, subentrano necessità nutrizionali specifiche, visto che deve garantire al nascituro tutti i nutrienti di cui ha bisogno per crescere in modo sano e al contempo mantenere se stessa in forma.

Minerali necessari a 40 anni
A 40 anni è bene fare scorta di vitamina B12, comunemente presente alimenti di origine animale, come formaggi, pesce e carne, uova, latte. Questa vitamina essendo idrosolubile, va assunta costantemente, solo così è in grado di donare energia.
Ricordiamoci che le vitamine del gruppo B contribuiscono a regolare i processi metabolici deputati alla produzione di energia e a mantenere in efficienza il sistema nervoso e le funzionalità cerebrali, quindi pur essendo fondamentali in ogni fase della vita, acquistano maggior importanza dai 40 anni in poi.
Per contrastare spossatezza e cali di energia legati a questa fase della vita, via libera all’assunzione di integratori multivitaminici e a Omega 3 ideale per contrastare il colesterolo LDL (“cattivo”), l’ossidazione delle cellule e per tenere sotto controllo i rischi di malattie cardiovascolari e cognitive, come l’Alzheimer. Sono naturalmente ricchi di omega 3 il salmone, le aringhe, lo sgombro e le sardine.


Minerali necessari a 50 anni
Dai 50 anni fino ai 60 la donna è coinvolta nel climaterio prima e nella menopausa poi. In queste fasi così delicate della vita di ogni donna, non devono mancare acido folico, vitamina B6 e vitamina B12, che contribuiscono al normale funzionamento del sistema nervoso, ma sarebbe importante introdurre anche betaina, presente in barbabietole, quinoa, broccoli, spinaci, amaranto e avena. La betaina contribuisce a rendere inutilizzabile l’omocisteina favorendone la degradazione. Non dovrebbero mancare poi il magnesio, che favorisce l’assorbimento anche degli altri minerali; la vitamina C, che oltre a rinforzare il sistema immunitario, consente la corretta formazione del tessuto osseo e del collagene, il tessuto di sostegno dell’organismo; la vitamina D3, per la prevenzione dell’osteoporosi in quanto contrasta la fisiologica riduzione della massa ossea, diminuendo così il rischio di fratture e gli Omega 3 e 6, per contrastare l’invecchiamento degli organi e della cute.

Oltre i 50 anni di età si può andare incontro a possibili carenze di vitamine e minerali dovute in genere a una riduzione delle capacità di assorbimento dell’apparato digerente e all’uso di farmaci che possono interferire con l’assimilazione dei principi nutritivi.
Calcio, vitamina D e magnesio sono nutrienti notoriamente indicati alla donna in menopausa, di supporto per mantenere il corretto turnover del tessuto osseo in quanto tutti e tre direttamente coinvolti nella regolazione della formazione del tessuto osseo, una loro carenza può essere correlata alla maggior tendenza a sviluppare osteoporosi o osteopenia.
Il calcio è ampiamente distribuito in vari alimenti di origine animale e vegetale, dal latte e derivati a carciofi, broccoli, cavoli, verze, arance, albicocche e fragole.
La vitamina D viene prodotta dalla pelle in seguito all’esposizione al sole, contribuisce all'assorbimento/utilizzo del calcio e del fosforo, oltre a normalizzare i livelli di calcio nel sangue.
Il magnesio, ampiamente distribuito negli alimenti sia animali che vegetali, regola diverse funzionalità del nostro organismo: dal metabolismo energetico alla contrazione muscolare, dal rilassamento alla regolazione del turnover del calcio.
Oltre a svolgere un ruolo importante a livello di apparato scheletrico, gli studi scientifici hanno evidenziato che l’introito di magnesio e calcio favorisce una minore incidenza di problematiche cardiovascolari


Sintomi da 
carenza di minerali
Le vitamine e i minerali sono nutrienti indispensabili per il nostro organismo, che devono essere assunte regolarmente attraverso l'alimentazione poichè il nostro corpo è in grado di sintetizzarne soltanto in piccola parte.
In realtà non esiste un cibo che le contenga tutte, per questo è importante assumere alimenti di varia natura in modo da non incorrere in carenze.
I sali minerali, a differenza delle vitamine, non forniscono energia al corpo, ma contribuiscono al normale funzionamento di alcuni organi, costituendone anche l'elemento essenziale, come in ossa, denti e tiroide.
Alcuni sali minerali sono considerati essenziali in quanto la loro carenza può produrre seri effetti sulla salute, tra questi troviamo calcio, fosforo, magnesio, sodio, potassio; altri minerali molto importanti sono ferro, fluoro, iodio, silicio.
Le carenze di vitamine e sali minerali possono causare numerosi disturbi:
- carenza di vitamina D, molto diffusa negli adulti e nei bambini, genera dolori alle ossa e debolezza muscolare
- carenza di magnesio può essere la causa di crampi muscolari, stanchezza, emicrania, irritabilità, depressione e anche sindrome pre-mestruale
- carenza delle vitamine del gruppo B può essere la causa di scarsa energia fisica, indebolimento di unghie, capelli e pelle, difficoltà ad addormentarsi, disturbi della concentrazione
- carenza di vitamina E può essere associata a stanchezza, perdita di capelli, difficoltà a concentrarsi, sistema immunitario debole, problemi della vista, problemi di equilibrio
- carenza di calcio, spesso, si manifesta con unghie fragili, crampi notturni, insonnia, dolori articolari, intorpidimento di braccia e gambe
- carenza di ferro è la più comune causa di anemia per cui i soggetti presentano pallore, debolezza, vertigini, unghie fragili, mal di testa, fiato corto, irregolarità cardiaca
- carenza di potassio determina stanchezza, crampi muscolari, nausea, sonnolenza, battiti cardiaci irregolari, costipazione
Qualora dovesse essere insorta una carenza alimentare legata a vitamine e/o sali minerali è opportuno ricorrere all'assunzione di integratori disponibili in diverse forme farmaceutiche: compresse, bustine, caramelle, compresse effervescenti.
Il trattamento con questi integratori deve essere effettuato sotto controllo del medico curante o del nutrizionista che stabilirà il dosaggio e la durata del trattamento al fine di garantire nel più breve tempo possibile il ripristino dello stato di salute, senza incorrere in effetti collaterali.
In linea generale, alimentarsi in maniera corretta ed equilibrata è molto importante affinchè il nostro organismo abbia a disposizione tutti i nutrienti di cui necessita, in particolare si può:
-mangiare pesce, latte e uova per aumentare i livelli di vitamina D, oltre che esporsi al sole
- mangiare mandorle, spinaci, avocado, banane e cacao per migliorare i livelli di magnesio
- cereali, legumi, frutta secca e verdure a foglie larga per incrementare i livelli di vitamina B
- consumare regolarmente carne rossa, legumi e spinaci per un maggior apporto di ferro

mercoledì 27 maggio 2020

CANDIDOSI: benefici dall'alimentazione



Candida albicans è un fungo saprofita (ovvero capace di trarre beneficio dal corpo umano senza arrecargli danno o apportare benefici) presente nel cavo orale, nel tratto gastrointestinale e nella vagina.
La proliferazione della candida è controllata dal sistema immunitario, dai batteri probiotici che popolano l'intestino e dai lattobacilli della flora vaginale. Solo quando tali difese vengono minate da fattori come uno stress severo, l'uso di antibiotici ed un'igiene vaginale eccessiva, la candida può iper proliferare dando origine alla candidosi ovvero alla forma patologica.
La candida vaginale è una delle più frequenti infezioni che colpiscono l’apparato genitale femminile; si stima infatti che il 75% delle donne abbia avuto nel corso della propria vita un episodio infettivo.
A livello vaginale si manifesta con sintomi molto fastidiosi, come prurito intenso, bruciore, dolore durante la minzione e nei rapporti sessuali. La mucosa si presenta inoltre gonfia e molto spesso sono visibili secrezioni dense e biancastre che ricordano il latte cagliato o la ricotta.
Non tutte le forme infettive però sono sintomatiche, soprattutto se ad essere colpiti sono gli uomini; i sintomi maschili comprendono infiammazione e bruciore in corrispondenza solo del glande (balanite) o anche del prepuzio (balanopostite), con la possibile comparsa di chiazze rosse e, più raramente, di perdite dense e biancastre dal cattivo odore.

Spesso la causa dell'insorgenza della candida è una disbiosi intestinale (squilibrio della flora microbica intestinale) determinata da terapie antibiotiche, diabete, Aids, o più semplicemente da condizioni che indeboliscono il sistema immunitario come malattie virali o periodi di stress intenso; eventi in cui microrganismi patogeni come la candida possono prendere il sopravvento e causare l’insorgenza dell’ infezione.
In alcune donne però fattori favorenti l'insorgenza della patologia possono essere:
- predisposizione individuale
- lievi modificazioni del pH vaginale virante verso un profilo basico, visto che è proprio l'ambiente vaginale acido ad ostacolare la crescita di batteri dannosi. Tali variazioni possono essere determiante dal ciclo mestruale, rapporti sessuali, uso di detergenti neutri
- indossare come biancheria intima tessuti sintetici o pantaloni troppo aderenti
- alta concentrazione di estrogeni che modificano il livello degli zuccheri della mucosa vaginale, creando un ambiente favorevole alla riproduzione del fungo
- gravidanza
- assunzione della pillola anticoncezionale

Seguire regole alimentari, volte a riequilibrare la microflora locale e ridurre la carica funghinea è importante ma per non incorrere in un tipo di alimentazione monotona, troppo restrittiva che potrebbe causare alla lunga deficit nutrizionali, è fondamentale rivolgersi ad una figura esperta in materia, come un medico od un nutrizionista.




Cosa mangiare, e cosa no

Alimenti vietati
Le regole base per sconfiggere la candida impongono l'allontanamento di tutti i tipi di dolci (industriali o casalinghi) ricchi di zuccheri semplici, alcolici e cibi ricchi di lieviti e micotossine.
Per quanto riguarda gli alimenti lievitati, come il pane, non ci sono evidenze scientifiche che provino la necessità di evitarlo, basta evitare l’uso di pane pizza, focaccia, dolci confezionati o prodotti con l'utilizzo di farine raffinate e prediligere la lievitazione naturale o ancora meglio scegliere alimenti senza lievito.
Non eliminare ma moderare il consumo di cereali; non ci sono dei dati che giustifichino l’eccessiva riduzione dell’apporto dei carboidrati come invece viene spesso raccomandato: sì ai cereali integrali ricchi di fibre, utili per ripulire e purificare l’intestino.
Sono da evitare anche i formaggi stagionati, quelli a crosta fiorita (es brie) e quelli che contengono muffe (es gorgonzola). Meglio preferire invece quelli freschi (ricotta, fiocchi di latte, stracchino), tenendo presente che il consumo di latticini dovrebbe in ogni caso essere moderato.
Per quanto riguarda le bevande, è da evitare in primo luogo la birra in quanto si tratta di un prodotto di fermentazione ricco di lieviti. Anche l’alcol, in generale, non va d’accordo con la candida e può acuire i disturbi esistenti. Banditi quindi i cocktail, sopratutto se zuccherati.
Sulla lista nera anche i cibi affumicati, gli insaccati, le spezie piccanti, il the, il caffè e il cioccolato. Sono sconsigliati inoltre le arachidi, i funghi, l’aceto e la salsa di soia.
  • Moderare il consumo di latte (il lattosio è uno zucchero): prediligere lo yogurt bianco al naturale e kefir; limitare il consumo di frutta (2-3 frutti al giorno), sopratutto la frutta secca perché ricca di zuccheri
  • Evitare pasti di grandi dimensioni e procedere al pasto successivo dopo il compimento della digestione (particelle troppo grosse di cibo potrebbero fermarsi parte terminale dell’intestino nutrendo la flora patogena)
  • Evitare l'assunzione degli zuccheri perché nutrono la candida: non si parla solo del classico saccarosio (zucchero bianco) ma di tutti i dolcificanti naturali, i dolci, le bevande zuccherate, la frutta sciroppata, i prodotti da forno e quelli confezionati
  • Non sostituire lo zucchero con dolcificanti (errore comunemente fatto)
  • Evitare gli alimenti ricchi di conservanti e affumicati
  • Evitare gli yogurt alla frutta
  • Evitare bevande alcoliche (di conseguenza alle sostanze che lo contengono, come l’aceto)

Alimenti Utili
La dieta da prediligere per contrastare la candida incentiva quindi il consumo di yogurt non zuccherato, di integrazioni probiotiche e prebiotiche, dell'aglio, della curcuma e di vari cibi fermentati come il misio o il kefir.
Consentiti il pesce, le uova, la carne magra, l'olio di oliva ed altri oli di semi, il riso integrale, le verdure (ben lavate), succo di limone come condimento da usare al posto dell'aceto




Alimenti consentiti
Alimenti da eliminare
Pane senza lievito, gallette di riso
o di mais

Prodotti ottenuti da farine raffinate come pane, pizza, focaccia e dolci da forno
Formaggi freschi (ricotta, fiocchi di latte, stracchino)
Formaggi stagionati, a crosta
fiorita e quelli che contengono
muffe, come il gorgonzola

Frutta e verdura
Dolci, cibi ricchi di zuccheri

Riso integrale
Alcol, birra, cocktail
Yogurt al naturale
Bibite zuccherate
Olio di oliva
Spezie piccanti
Aglio, curcuma
Cibi affumicati
Uova
Insaccati
Caffè d’orzo
Caffè e tè
Carni e pesci magri
Cioccolato

Ecco qualche suggerimento pratico per creare un menu giornaliero anti-candida.
Colazione
caffè d’orzo, yogurt bianco, kefir, cereali integrali, fette biscottate e ricotta, frutta a basso tenore di zucchero (mele,pere, fragole, albicocche, arance, pesche, frutti di bosco), acqua e succo di limone
Spuntini
frutta a basso tenore di zucchero (mele,pere, fragole, albicocche, arance, pesche, frutti di bosco), yogurt bianco, kefir
Pranzo
pasta integrale, farro e riso, oli di semi, olio extravergine d’oliva, verdure (soprattutto carciofo, finocchio), spezie (soprattutto quelle con attività antimicrobica, es. aglio, zenzero, timo e rosmarino), sale, succo di limone
Cena
pesce, uova, carni magre, oli di semi, olio extravergine d’oliva,verdure (soprattutto carciofo, finocchio), gallette di mais, riso o integrali, pane azzimo, spezie (soprattutto quelle con attività antimicrobica, es. aglio, zenzero, timo e rosmarino), sale, succo di limone.

In generale è bene prediligere ricette che prevedano cotture al vapore, evitando il consumo di alimenti di difficile digestione, come intingoli, fritture e alimenti ricchi di grassi. Una buona funzione digestiva evita che all’intestino giunga cibo non correttamente digerito che possa poi diventare un substrato ideale per la crescita della candida e di altri microrganismi patogeni.
Inoltre la dieta dovrebbe contenere cibi ricchi di fibre e vitamine antiossidanti, anche per favorire la regolarità intestinale.
A queste strategie alimentari viene consigliato di abbinare uno stile di vita salutare, che preveda tutte le attività che possano contribuire a favorire l'eliminazione delle tossine da parte dell'organismo: movimento fisico, sonno regolare, assunzione abbondante di acqua. Durante la fase acuta bere molta acqua è importante anche per evitare che le urine si concentrino, andando a irritare, durante la minzione, le mucose già infiammate, aumentando quindi i disturbi.
Anche assumere probiotici, particolarmente del genere dei lattobacilli, può apportare dei benefici e ripristinare l’equilibrio della flora batterica intestinale. Ciò permetterà di rinforzare le difese immunitarie e di recuperare gradualmente uno stato di benessere.

Reintroduzione alimentare dopo la fase acuta

Nella fase acuta potrebbe essere utile eliminare dalla propria dieta, per circa 8 settimane, i seguenti alimenti:
- cibi affumicati (salmone, tonno, scamorza..)
- alimenti preparati con farine e zuccheri raffinati
- alimenti contenenti lieviti come birra, formaggi erborinati (gorgonzola, roquefort, brie, camembert)
- aceto
- prodotti precotti, preconfezionati, ricchi di conservanti
- bevande quali: bevande alcoliche, succhi di frutta e bevande zuccherate
- dolci: zucchero bianco, prodotti da forno, cereali per colazione, cioccolata, canditi
- patate
- yogurt alla frutta
- frutta troppo ricca di zuccheri come ad esempio cachi, banane, uva, frutta secca, arachidi, frutta sciroppata

Successivamente è possibile procedere ad una graduale reintroduzione in base al seguente schema settimanale:
- Settimane 9 e 10: la frutta secca, le noci, i succhi di frutta, la salsa di soia, l’aceto, i legumi, i popcorn
- Settimana 11, 12 e 13: frumento e derivati, alimenti raffinati
- Settimana 14-15: zuccheri e dolci
- Settimana 16: latte e derivati
Probiotici

Si rivelano estremamente utili per contrastare la candidosi i probiotici, soprattutto contenenti batteri del genere Lactobacillus, prebiotici (FOS ed inulina), integratori a base di acido caprilico, acido sorbico e sorbati, complementi a base di fibre solubili (pectina, gomma di guar, semi di psillio e di lino).
La fitoterapia suggerisce in caso di candidosi l'uso di
  • alcuni oli essenziali (origano, menta, timo e melaleuca), da assumersi esclusivamente sotto forma di opercoli (se non attentamente dosati sono molto pericolosi)
  • semi di psillio, l'inulina da cicora e i semi di lino
  • spezie digestive e antinfiammatorie quali aglio, origano, menta, timo, curcuma, cannella, cumino, finocchio, anice e zenzero
  • piante officinali come l'uncaria tomentosa, il pau d'arco e l'echinacea, la propoli, ed il rizoma essiccato di Hydrastis canadensis.


Quando la candida si presenta  recidiva

Quando si parla di candidosi recidiva vanno pressi in esame molteplici fattori che promuovono nel tempo il ritorno e il persistere della patologia.
Esiste infatti una predisposizione biologica per cui il colon si manifesta più vulnerabile alla tensione emotiva: il sistema neurovegetativo provoca drastici e rapidi cambiamenti del pH e dell’ambiente del lume del colon, in cui vivono milioni di batteri di diverso tipo.
L’uso di antibiotici altera la flora batterica del colon che normalmente vive in un equilibrio dinamico, consentendo la proliferazione incontrollata di lieviti e funghi, tra cui, appunto, la candida.
In caso di recidiva è ancora più importante controllare la dieta:
- ridurre la percentuale di zuccheri semplici nella dieta
- ridurre drasticamente tutti i cibi a base di glucosio come cioccolatini, biscotti, dolci e caramelle
- è possibile invece continuare l’assunzione di riso, oltre che di pasta integrale (che contengono amidi e quindi zuccheri complessi), nonché di verdura, frutta, uova, pesce, carne e olio di oliva
- ridurre i cibi lievitati: pizza, pane, focacce, birra e così via. I lieviti contenuti in questi alimenti concorrono infatti ad una alterazione degli ecosistemi del colon a vantaggio della candida
- ridurre i formaggi stagionati, preferendo formaggi freschi come la ricotta
Sotto consiglio e prescrizione del medico curante, sarebbe necessario intraprendere ciclicamente una terapia antimicotica da far seguire anche al partner, a meno che la coppia non usi stabilmente il profilattico.
In fase di infezione è oppurtuno effettuare una visita ginecologica che possa andare ad escludere una possibile vestibolite vulvare: un’infiammazione cronica del vestibolo vaginale, caratterizzata da bruciore, dolore.Nelle fasi di infezione acuta, e a maggior ragione se è presente la vestibolite vulvare, è necessario non indossare pantaloni aderenti e preferire un vestiario che lasci traspirare i tessuti; evitare collant, body e tessuti sintetici; non accavallare le gambe, per non mettere in tensione i muscoli che circondano la vagina, riducendo il flusso sangiugno e l’ossigenazione tessutale
Fondamentale è ridurre lo stress quindi occorre praticare sport con regolarità: basterebbe anche mezz’ora-quaranta minuti di passeggiata veloce al giorno.

martedì 12 maggio 2020

KEFIR ne consoci tutte le virtù? - ricetta per la preparazione inclusa-


COSA E' IL KEFIR

Si tratta semplicemente di un latte fermentato le cui preziose virtù erano ormai note ai tempi di Maometto e studiato in seguito dal premio nobel in medicina Mecnikov nei primi del 1900. Dal punto di vista etimologico il nome deriva da Keyif che significa benessere.

Il kefir può essere ottenuto dalla fermentazione di latte vaccino, di pecora, di capra o di yogurt ad opera dei batteri già presenti in questi alimenti con aggiunta di starter ovvero lieviti e batteri immessi che serviranno ad accelerarne il processo.

Batteri e lieviti vanno a formare all'interno del composto dei complessi polisaccaridici e proteici (kefiran) che danno origine a chicchi elastici e viscosi che poi, a fine processo fermentativo, verranno eliminati dal prodotto finale.

I lieviti impiegati sono solitamente i Sacacromyces in grado di trasformare il lattosio presente nel composto di partenza scelto in anidride carbonica e alcol; i batteri comunemente utilizzati  sono Lactobacillus, Lactococcus, Leuconostoc e Acetobacter responsabili di conferire al prodotto finale un prodotto acidulo analogo a quello dello yogurt.

EFFETTO PROBIOTICO

Rispetto al comune yogurt, il kefir contiene microrganismi capaci di superare la barriera gastrica ed arrivare così vivi e attivi nell'apparato intestinale; capaci quindi di moltiplicarsi e aderire alle pareti così da esercitare effcacemante azione riequilibrante sulla flora esistente e di regolarizzare le funzioni intestinali sia in caso di stipsi che in caso di diarrea.



UNA CARRELLATA DI VIRTU'

- Il kefir è un prezioso alleato per ostacolare l'insorgenza dell'osteoporosi grazie al suo apporto di calcio, fosforo, vit K.
- Essendo ricco di betacarotene, precursore della vit A, è un efficace antiossidante oltre a contribuire al rafforzamento delle difese immunitarie.
- Aiuta il benssere del sistema nervoso grazie alla presenza di magnesio, vit B.
- La presenza di triptofano, aminoacido responsabile della sintesi della serotonina, favorisce lo stato di benessere, il corretto riposo notturno.
- Se preparato a partire da latte a basso contenuto di lattosio, da yogurt o da latte di riso/mandorla/soia, il prodotto finale è praticamente privo di lattosio quindi estremanete adatto agli intolleranti al lattosio che  lo possono assumere in sicurezza.

Chiaramente per giovare  di tutte queste meravigliose caratteristiche è importante assumerlo con cadenza giornaliera nella quantità di circa 125 g o più.



RICETTA HOME MADE

Seppure ormai il kefir è venduto in ogni supermercato, spesso in realtà non si tratta di prodotti al 100% naturali ma ricchi di additivi, zuccheri, correttori di acidità, oppure poveri di quei batteri e lieviti che lo rendono un alimento tanto prezioso.

*50 g di grani di kefr
*500 ml di latte opp 250 g di yogurt al naturale
*1 barattolo di vetro in cui far avvenire la fermentazione
*1 barattolo di vetro con coperchio per la conservazione
*1 elastico
*1 colino
*1 cucchiaio di legno

Versare nel barattolo id vetro il latte scelto/yogurt mantenendolo a temperatura ambiente, poi aggiungere i grani di keir. Chiudere il recipiente con un canovaccio e un elastico così da far riposare il composto 24/48 h in ambiente asciutto a circa 20°C. Di tanto in tanto mescolare con un cucchiaio di legno. Trascorso il tempo di fermentazione, filtrare la bevanda con un colino e versare in un barattolo di vetro pulito da richiudere con il suo coperchio.
Conservare il kefir così preparato in frigo per una settimana, consumare al posto dello yogurt del latte anche nelle varie preparazioni culinarie.